I nuovi modem Linkem cosa cambia Cat 6 LTE

Modem Esterno Linkem LTE cat 6

Nuovo passo in avanti con i nuovi modem interno ed esterno di Linkem.

In poche parole aumentano l’affidabilità e le prestazioni della Vs. connessione ad internet con la nuova tecnologia LTE.

Mediante l’utilizzo delle frequenze 3.5 GHz Linkem si differenzia da sempre in quanto rete proprietaria e senza alcun tipo di interferenza o dipendenza da altro operatore.

Se non sei molto distante dal ripetitore Linkem quindi massimo 2 km puoi avere il modem indoor (Interno) senza bisogno del tecnico installatore.

Se invece si è molto distanti, quindi oltre 2 km e massimo 12 km potrai avere internet mediante installazione del modem da esterno, installato quindi dal tecnico su muro, balcone oppure sul tetto insieme alle altre antenne e comodamente dall’interno potrai collegare i dispositivi con il cavo in gigabit oppure in WiFi con tecnologie 2,4GHz o 5GHz a piacere con velocità fino a 1300 MBps con protocollo 802.11 ac/b/g/n.

Quì puoi verificare la copertura internet:

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Modem Linkem da interno Cat 6 LTE Single Modem Indoor CPE
Modem Linkem LTE cat 6 3GPP Rel. 10
LTE UE Cat 6 / Carrier Aggregation or DL 4×4
LTE B3/38/39/40/41/42/43
Wi-Fi: 802.11 ac/b/g/n (60 users)
External Antenna Support (SMA)
RJ-45 10/100/1000 Giga Ethernet x 2
Modem Linkem da esterno + modem WiFi 2,4GHz e 5GHz Cat 6 LTE outdoor + Indoor Wi-Fi Router
Modem Esterno Linkem LTE cat 6 Modem Esterno Linkem LTE cat 6 retro 3GPP Rel 10
LTE UE Cat 6 / Carrier Aggregation
LTE TDD B40/41/42/43
IP55 / Light Industrial operating
802.11ac/b/g/n/ac WiFi AP (Indoor IAD)

Per chi vuole approfondire meglio sulla tecnologia 802.11ac:

 

802.11-maximum-data-rate

L’innovativa tecnologia 802.11ac rappresenta una significativa evoluzione nel settore Wi-Fi, assicurando maggiore velocità e capacità di trasmissione rispetto alle precedenti generazioni tecnologiche.

Come vendor siamo entusiasi  e in attesa dei nuovi sviluppi, con particolare attenzione ai progressi tecnologici previsti, per molti aspetti rivoluzionari, come ad esempio la disponbilità della Multi User Access MU-MIMO (Wave2). La strada per beneficiare in concreto di tutti i progressi, è ancora lunga.

I dispositivi mobili, e la crescita esponenziale nell’uso delle relative applicazioni, continuano ad esercitare un’enorme pressione sulla tecnologia 802.11, portandone ai limiti le capacità. C’è una diffusa regola tra gli amministratori della rete, che evidenzia che la larghezza di banda sarà consumata alla stessa velocità con cui questa viene resa disponibile.

Aggiungere più larghezza di banda non risolve i problemi, ma certamente la tentazione di usarla è forte nel momento in cui l’avremo a disposizione. I suggerimenti dal marketing che ruotano attorno alla tecnologia 11ac Wave1 parlano di velocità di trasmissione di Giga che, rispetto ai precedenti protocolli in ambiente Wi-Fi, prevedono di raggiungere una velocità fino a 2,5 volte superiore rispetto all’attuale.

Allora, mediante quali meccanismi si ottiene questo aumento di prestazioni delle reti wireless, soprattutto se in confronto alla prima generazione di reti 802.11ac? La risposta è che si ottiene grazie alla combinazione di due potenziamenti rispetto alla tecnologia attuale: canali più ampi e meccanismi di modulazione a maggiore densità.

? come se avessimo ampliato la strada inizialmente a due corsie, in un’autostrada Wi-Fi a quattro corsie, agevolando l’ingresso di un maggior numero di automobili. In sintesi, la tecnologia 802.11ac utilizza canali a 80Mhz (rispetto ai canali a 40Mhz della 11ac) e modulazioni a 256 QAM, raddoppiando il numero di bit trasmessi per unità di segnale.

Fatta questa premessa, e senza voler minimizzare l’importanza offerta da questa innovazione tecnologica, evidenziamo che ci sono una serie di quesiti sulla 802.11ac che a nostro avviso, non sono stati ancora sufficientemente discussi. In pratica, occorre fare 3 considerazioni fondamentali, affinchè la nuova tecnologia risponda alle promesso e sono relative a:

Le capacità dei dispositivi mobili

Questo è probabilmente uno degli aspetti delle reti wireless che viene più spesso trascurato. Le reti Wi-Fi offrono una strada a doppio senso e, un punto di accesso più rapido non può fare molto se, il dispositivo mobile non disponde di funzionalità in grado di supportare la nuova velocità.

Non si tratta solo di attrarre i vendor, ma la realtà è che non tutti i dispositivi mobili sono progettati allo stesso modo. Un iPad mini, per esempio, non ottiene le stesse performance del nuovo MacAir, se messi a confronto nelle caratteristiche WI-FI. Il consiglio è di valutare con attenzione quale tipo di dispositivo è meglio utilizzare, se vogliamo garantire che le aspettative siano in linea con i risultati ottenuti.

Le interferenze tra i canali

La disponibilità di canali a 80MHz  non soddisfa un aspetto importante: è possibile utilizzarli in ambienti aziendali? La prima preoccupazione arriva dall’interferenza del nuovo canale a 80Mhz con i canali utilizzati dai vecchi computer (che utilizzano canali a 20/40Mhz), con i quali dovranno convivere.

Tali interferenze si verificheranno più probabilmente in ambienti con installati Access Point ad alta densità, che consentono comunque l’accesso ai dispositivi di tipo legacy, e tutto questo influirà sul rendimento complessivo della rete.

Il modo in cui si progetterà la rete (ad esempio, per non sovrapporre canali tra i punti di accesso legacy e i nuovi 802.11ac) potrà essere quello, eventualmente, di sacrificare parte del rendimento potenziale atteso dalla nuova tecnologia, ricordandosi sempre che una implementazione in ambito 802.11ac richiede una attenta pianificazione dei canali e non può limitarsi ad un semplice plug and play, come alcuni suggeriscono.

La modulazione a 256 QAM 

La nuova tecnica di modulazione ha specifici requisiti che sono relativamente facili da rispettare perché funzioni: linea a portata e vicinanza tra gli Access Point. Ma se queste condizioni non sono rispettate, la velocità di trasmissione viene dimezzata e diventa equivalente agli schemi di modulazione a 64 QAM, così come fornita dalla precedente generazione di tecnologia Wi-Fi.

Inoltre, occorre evidenziare che la modulazione a 256 QAM richiede  un ambiente relativamente pulito dalle interferenze da radio frequenze e un ottimo segnale di SNR (relazione segnale /rumore) per poter operare al meglio.

Questo comporta un’implicazione diretta sulla progettazione di una rete con tecnologia 802.11ac,  con  segnale target -55dB e posizionamento verso gli AP più vicini. Se confrontiamo il tutto con i requisiti della tecnologia 11n (-65dBm), ci rendiamo subito conto che in realtà abbiamo bisogno di molti più Access Point per uno specifico ambiente. A loro volta, i dispositivi dovranno essere più vicini agli AP per ottenere un segnale più forte e chiederanno di raggiungere la massima velocità di trasmissione.

La differenza tra la capacità o la funzionalità reale e teorica è sempre un punto focale in ogni dibattito sulla tecnologia, ed è probabile che sarà difficile rispettare tutte le promesse dell’innovativa 802.11ac, almeno nella prima fase di implementazione. Suggerisco di tenere sempre in considerazione i fattori che abbiamo precedentemente analizzato prima di progettare la nostra rete, assicurandoci di adottare l’approccio adeguato a soddisfare le prestazioni promesse dal nuovo standard tecnologico.

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